Santiago
Il mio strano cammino di Santiago
Ho letto che dopo un’esperienza forte come quella del pellegrinaggio non è raro che venga spontaneo il desiderio di scrivere una guida, magari per aiutare le altre persone che faranno lo stesso tragitto.
Nel mio caso non ho questa pretesa, ma vorrei tanto condividere i miei passi con chi mi conosce. Ho sempre pensato di condividere quanto più possibile di quello che faccio con gli amici e, grazie ad internet, con le persone che ancora non conosco, per questo ho deciso di pubblicare il mio diario di viaggio, che inizialmente era nato per il mio myspace con l’idea di far seguire il mio itinerario attraverso la rete alla mia famiglia.
Come dicevo, non è una guida anche se, tra le righe, è nascosta anche qualche indicazione più prettamente topografica, per orientare chi voglia percorrere lo la stessa strada che ho voluto seguire io. Ma ogni persona vive il suo cammino personale e deve essere diverso per ognuno, infatti caminando se hace camino, ovvero non sei tu che fai il cammino ma è lui che fa te. Puoi partire con delle aspettative più o meno grandi, con degli obiettivi, con un programma dettagliato, ma solo pochi giorni o poche ore dopo la partenza, ti rendi conto che è il cammino che sceglie per te e ti sta donando tantissimo, energia, amicizia, coraggio, determinazione. È per questo che scrivo queste righe, per restituire qualcosa che ho ricevuto, e perché penso che un’esperienza del genere non debba essere privata, ma sommarsi a quella di tutte le persone che tutti i giorni dell’anno passano attraverso la collegiata di Roncisvalle, il Puente Fitero o la croce di ferro, fino alla piazza di Santiago.
May the wind be always at your back
May the roads rise to meet you
May the sunshine warm upon your face
May the rain fall soft upon your field
And until we meet again
May God hold you in the hollow of his hands