Stefano Antonietti


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Testi

Scritti

Sotto I Cieli (2003)

Seduto sopra un sogno sbirciavo l'imbrunire
Cercando tra tanta gente un amico da seguire
Guardavo la mia terra con un po' di compassione
Cercando di trovare almeno una soluzione

Camminavo tra l'erba alta sotto i cieli di casa mia
Sarebbe bastato un soffio e poi fuggire via
Ma poi la rabbia sfuma nel rosso del tramonto
Ed io rimango qui a rimpiangere il mio vecchio mondo

Un sospiro di vento
Nubi bianche sulla pianura
Fiumi d'argento per combattere l'arsura

Una chitarra tra le mani
Il mare dentro al cuore
Una canzone al cielo ma senza far rumore

Scommettevo la mia vita
Dentro una melodia
Ma poi ritornavo
Ogni volta a casa mia

Sotto I Cieli (2003)

Sono partito una mattina senza dirlo a nessuno
E' stato facile sparire nella bruma in mezzo al fumo
Ho stretto la chitarra più forte nelle mani
Tanto si sa, nella nebbia siamo tutti uguali

Ho girato in lungo e in largo, conosciuto tanta gente
Visto tanti posti, ma non è servito a niente
Combattuto guerre giuste, ma le ho perse tutte quante
Sfidato la coerenza per andare più distante

Un altro inverno
Un altro passo avanti
Sfidando lo scherno di mille sogni infranti

Ho scritto altre canzoni
Ma tu non le hai ascoltate
Anche tu sei andata via alla fine dell'estate

Passano e tornano
Amore e nostalgia
Chitarra nello zaino
Ritorno a casa mia

   

Dopotutto (1998)

Dopotutto una canzone non è altro che un silenzio, rotto piano da un lamento, un grido, una piccola idea
Ma quando la luce si spegne, si stacca la spina, il suono tace, cosa resta? La musica non cambia la vita
Tutto diventa più grande e io non so più cosa dire, la gente galleggia, se ne va, e io resto da solo

Ho cantato il grido di chi non tace
Ho suonato gesto di chi si fa sentire
Ma quando la gente esce e resto solo io
Forse un burattinaio in un teatrino vuoto?

La luce si abbassa, la gente applaude, no! Non può chiudersi il sipario, non è ancora finita la vita
Non voglio restare solo, solo un'altra canzone e poi, vi potrò toccare dentro, forse, forse vi piacerà
Ma se voi ve ne andate, resterete tutti uguali, Perché non vi fermate e parlate solo un po' di voi?

Non andate via perché fuori non si sa mai
Lo vedete, la gente non si ferma e poi
Chissà se riuscirete a passare ad li là del segno
Chissà se mai direte: questo è quel che penso.

Dopotutto non c'è male, una fine adesso e poi, domani un'altra canzone, un pubblico altre emozioni
E poi dopotutto, ci sei tu amore mio, amore nella luce, amore nel silenzio
Amore fatto al buio, amore grida forte, lo sento che sei mia
E se poi anche tu fossi solo una canzone, se tu fossi una bolla di sapone…

No, tu non puoi, tu no, non te ne andrai
Tu non ti spegnerai con i fari colorati
Perché il buon vecchio mangiafuoco sono sempre io
Quello che resta nel teatrino vuoto
Amore grida forte, più forte che puoi
Ma pensa un po'a che forte che grideremo in due….



Prodigi (2001)

Nei prodigi della notte e nei fasti del giorno
Voci salgono e avvolgono i sogni del mondo
Ogni terra si sta svegliando e si muove nel vento
Perenne mi ritorna il lento Battito del Tempo

E quando io, voltandomi appena, mi muovo dalla soglia
Dal buio e dal fumo i fuoco si staglia
Il mio respiro gioca e si confonde nelle correnti
Mi ritornano echi di voci lontane e presenti

Quanto lontana è la mattina
Quanto tempo manca ancora
Quanto buia è la notte
Quando arriverà l'aurora?

Quanto lunga è la strada
Quanto manca alla frontiera
Quanto brucia questa luce
Quando arriverà la sera?

Prodigi (2001)

Nel mio ieri cerco ancora ma non trovo una risposta
Quando muore il vento? Gelo e tempesta nella mia testa
Passa giorno dopo giorno, il mio cammino è la mia scelta
Nessuna luce è così chiara che l'alba non confonda

Non voglio più annegare nell'inganno si sogni informi
Nelle tenebre e nel silenzio si celano i fantasmi
Un passo dopo l'altro mi muovo nella storia
Pietoso e smarrito quell'uomo senza più memoria

Quanto lontana è la mattina
Quanto tempo manca ancora
Quanto buia è la notte
Quanto arriverà l'aurora?

Quante domande non trovano risposta
Forse è inutile cercare nel tramonto l'aurora
Ma sono ancora vivio è ho la forza
Di provare ancora

   

Appunti da un viaggio (1999)

L'aria era immobile, fredda e muta
Giorni avevano superato giorni in un gioco già giocato
Il gelo mi avvolgeva, come un manto mi avvolgeva
Tempo congelato affievoliva le mie colpe
Lei era accanto a me, distante come mai
Chiusi gli occhi e mi lanciai...

Veloce e deciso senza pensieri senza rete mi lanciai
Sapevo che quella era la strada giusta nel vuoto mi lanciai
Mi ritrovai sopra sentieri polverosi volai
non fu facile volai...

Su montagne di rottami e vite stanche
Cumuli di carcasse, ma andai avanti
Riconoscevo il groviglio intricato della sterpaglia
L'aridità dei campi, arresi alla gramigna

Così mi voltai e vidi dietro me
Tutto quel che avevo e quello che ero stato
Smisi in un attimo di illudermi sul passato
Sempre più leggero, più libero, più lontano

E fu allora che la toccai, il viso le accarezzai
Poi le spalle, le scivolai intorno respirandole i capelli
Mi liberai e mi sollevai, le toccai le braccia
Crebbi e sbocciai anch'io
Niente era ancora mio, niente sarebbe stato più mio
E finalmente mi sentii davvero a casa

Sogni (1999)

Attraverso le montagne, oltre il mare dei pensieri
Io li guardo arrivare, lungo dimenticati sentieri
Nascono da rovine abbandonate, da notti sbagliate
Cercano una nuova luce, in attimi sconfinati

Volano in limpide aurore, frammenti e lampi di stelle cadenti
Giungendo da terre di fuoco, di fantasmi e di spiriti erranti
Ma ora svaniscono le ombre, ora è finita la notte
Gli orizzonti si rischiarano, fuori da nubi di morte

Sogno d'Autunno
Sogno di frutti maturi
Di piogge pungenti che lavano la terra dai suoi misteri
Luci d'ottone che rivelano un'eco di indimenticati pensieri

Sogno d'Inverno
Sogno di gelo malato
Che mi segue oltre il buio di questo canto muto
Che mi illumina la via, quando mi sento perduto

Prodigi (2001)

Dove spoglie fronde implorano il cielo per un po' di colore
Un'ombra di fuoco segue il destino ignoto del Sole
Ora è tempo di andare, è tempo di sfidare la sorte
Mentre l'aurora sussurra alla notte la sua morte

Immagini stagliano immagini su uno specchio d'azzurro assoluto
Stagioni inseguono stagioni, il tempo cerca ogni istante perduto
Astri seguono il mio cammino, rotta verso un'ideale
Di mari calmi da navigare ma solo chi osa può volare

Sogno di Primavera
Sogno di vita che rinasce
Gemme dalla cenere, passi attraverso un mondo mutato
Colori dalle tenebre, suoni e voci si levano dal vuoto

Sogno d'Estate
Sogno di acque salate
Azzurri cavalieri che cantano invisibili su onde dorate
Templi remoti dove corrono silenzione le ninfe e le fate

Sogno d'una Vita
Sogno di una vita che rinasce
Dal gelo, dal buio nascono le stelle che portano colore alla notte
Fuori dalle ombre nasce l'aurora che mi reca in dono la sorte

Freedom (Osimo 2004, agli amici che c'erano)

Sul corpo ancora il profumo del mare
Che si respira di notte quando è ora di andare a dormire
Rimane davanti solo il viaggio che ho voluto
In me un altro sogno, il più bello perchè credevo perduto

Il sole che mi segue rende più facile la salita
Trovo per la prima volta così leggera la vita
Amici che parlano, avvolti nel profumo del mare
Nel giorno d'estate che non poteva finire


Amico mio, diventerò un uomo, te lo giuro lo farò
Amica mia, non importa quanto difficile sarà, crescerò!


Adesso che il profilo dell'orizzonte diventa conosciuto
Mi costruisco la libertà che ho sempre cercato
Grazie amico per avermi aiutato a crescere ed imparare
Ci ritroveremo ancora a giocare nel profumo del mare?


Amico mio, un giorno ti dirò quanto mi sei mancato
Amica mia, non saprai mai quanto ti ho amato

Amico mio, ricordati di me se un giorno tornerai qui
Amica mia, ti penserò sempre, come se tu fossi qu!i

Spazio D'Ombra (2007)

Fuoco chiaro, tinta del giorno
Svela i fantasi d'amore perduti
Mille palazzi come mille pianeti
Ruotano vivi sospesi nel Sole
Uccido le stelle la notte
Le inchiodo contro il soffitto
Immobile resto a guardarle
Immerso in una coltre d'urgenza
Mi scopro a danzare con gli angeli
Mi sorprendo a pentirmi con i demoni
Certo, signore e signori
Non posso mentire più ai sogni
Vi parlo dal confine dei mondi
Dove nascono bestemmie e visioni
Vi scrivo dove il giorno si perde
E la paura bussa più forte
Quando la notte mi abbandona solo
E non vuole spartire con me
Il gelo di una strada deserta
Di un paese dove il gelo non c'è
Ma una volta mi sono fermato
Sulle maestose scogliere di Moher
Nel tramonto di fine estate
Davanti all'oceano non mi sono perduto
Il tempo ora scorre crudele
Mi sembra di girare su me
Come una mosca sul vetro
Cerco una strada dove strada non c'è


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